Riggi:”Cari cittadini, la vera lotta contro ACEA è sul piano politico e ancora non è terminata! Non scoraggiamoci per aver perso una battaglia sul piano legale”

Dopo la sentenza di annullamento del TAR di Latina verso i sindaci che avevano rescisso il contratto con Acea, il sentimento di lotta per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua nella nostra provincia sembra essersi affievolito. Non dobbiamo credere però di aver perso la guerra contro ACEA, abbiano perso, per il momento, una battaglia sul piano giuridico, ma la gran parte delle battaglie va ancora combattuta sul piano politico.

Non bisogna dimenticare, infatti, che la via maestra per tornare alla gestione pubblica dell’acqua nella nostra provincia e in tutta la regione Lazio passa attraverso l’approvazione dei decreti attuativi della legge 5, legge di iniziativa popolare che fu approvata, diverso tempo addietro, all’unanimità dalla Regione Lazio. Cittadini non scordiamoci, dunque, a breve ci saranno le elezioni regionali e dobbiamo pretendere che tutti i candidati si impegnino a mettere in agenda l’approvazione dei decreti attuativi della legge 5. È stato moralmente corretto da parte dei sindaci intraprendere le vie legali della rescissione con il gestore, perché effettivamente le inadempienze del gestore ci sono state e sono state veramente numerose:

– Le rotture della rete e la perdita del flusso idrico. I dati riguardanti l’ammontare complessivo della stessa io non li conosco ma potrebbero essere rilevati facilmente da qualsiasi sindaco. Tali perdite vanno ad incidere nella formazione finale della tariffa. Non dimentichiamo mai che i Frusinati pagano il doppio degli utenti romani.
– Mancata regolarità del flusso idrico nelle abitazioni e nelle attività produttive, per circa 6 ore al giorno, anche in questo periodo invernale.
– Potabilità e limpidezza dell’acqua.
– Funzionamento regolare dei depuratori.
– Infine, esiste un tema poco conosciuto dai cittadini. Il monopolista con la Convenzione stipulata il 27 giugno 2003 ha rilevato tutto il patrimonio idrico e fognante appartenente ai comuni. Una eccezionale ricchezza! Un patrimonio per il quale i comuni avevano contratto mutui. Succede che i comuni ancora li stanno pagando. O meglio ad ogni scadenza ne anticipano i pagamenti per ricevere successivamente il rimborso. C’è però un piccolo, grande problema: i comuni sono tre anni che aspettano di ricevere il corrispettivo delle rate anticipate.

Per il momento il TAR ci ha dato torto ma non dobbiamo scoraggiarci, aiutiamo, invece, i comitati dell’acqua a portare avanti la lotta politica.

Daniele Riggi, consigliere comunale

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