Frosinone, la città dove l’ordinario diventa straordinario e viceversa

Basta farsi una camminata lungo le strade di Frosinone per capire che in questa città siamo in grado di trasformare all’improvviso l’ordinario in straordinario. A Frosinone in questi ultimi anni abbiamo visto molte cose straordinarie: l’asfalto di Corso della Repubblica si è tinto di rosso, diventando il “red carpet” del centro storico; piazzale Vittorio Veneto, il piazzale dove colonne di acqua zampillavano dal nulla è diventato in estate la location del Festival dei Conservatori; in un solo colpo sono stati acquistati ben due teatri, il “Nestor” e l’ex “Cinema delle Vittorie”, e così Frosinone è diventata la città della cultura; la città si è riempita di telecamere, diventando una città più sicura, “in video”; sono spuntate in città città le fioriere “automatiche” che delimitano le zone a traffico limitato durante le domeniche ecologiche al posto dei vigili; poco prima della campagna elettorale è stato installato un ponte “bailey” (un ponte militare) lungo il viadotto Biondi; abbiamo fatto le rotatorie lungo la Monti Lepini; in città abbiamo avuto le luminarie, il trenino di Natale e il “magico mondo degli  elfi”; abbiamo avuto borse di studio, abbonamenti allo stadio e al cinema regalati dalla nostra Amministrazione alle famiglie e ai loro amati fanciulli attraverso “Solidiamo”; è sorto uno stadio dal nulla; il vecchio stadio, che di notte era diventato più illuminato di un luna park, ha celebrato il “Green Day”, in onore del nuovo parco Matusa; sono spuntati in città tabelloni elettronici che fanno il conto alla rovescia; nelle ultime settimane abbiamo avuto persino le luci blu! Tutte cose straordinarie che hanno fatto stropicciare gli occhi a molti concittadini frusinati ammaliati da quello che vedevano. A molti però con il passare del tempo la magia è svanita con un battito di ciglia. Le luci blu, invece di tornare bianche, in qualche quartiere non si sono accese più, del resto se si deve risparmiare sull’illuminazione è meglio non accenderle proprio le luci. Qualche bambino oltre a non ricevere un abbonamento, una borsa di studio o un biglietto per il cinema non ha potuto più nemmeno mangiare a mensa, come faceva tutti i giorni. L’asfalto rosso si è trasformato in una groviera piena di buche, che ogni tanto qualcuno copre con lanci acrobatici di asfalto fumante, una disciplina sportiva mai vista in altre città (leggi l’articolo qui). I tabelloni sgargianti non fanno più il conto alla rovescia, sono fermi da un pezzo a zero, e il parco “Matusa”, nonostante il “Green Day” ancora non c’è, è solamente nei nostri desideri, disegnato su quegli enormi tabelloni sgargianti. Le telecamere sono sempre lì ma in città le vetrine continuano ad essere sfasciate dai ladri, le signore continuano ad essere scippate lungo le strade, le scuole ogni tanto sono saccheggiate da qualche avventuriero, insomma, tutti noi quando usciamo la sera ci sentiamo meno al sicuro, anche se ci sono le telecamere del “Grande Fratello” che ci osservano. Il viadotto Biondi funziona di nuovo grazie al ponte Bailey, ma il traffico chilometrico mattutino di viale Mazzini resta sempre lo stesso, la Monti Lepini anche con le rotatorie ha un traffico che ricorda quello del raccordo anulare di Roma. Lo stadio, quello è rimasto e si vede pure bene, peccato che il sabato è difficile arrivarci con tutto il traffico che c’è. Le fioriere non si chiudono più quando c’è il blocco del traffico con le domeniche ecologiche, in compenso però ci pensano i rami di viale Roma a bloccare le macchine cadendo all’improvviso. Le luminarie, in effetti, sono rimaste appese per un po’ di tempo ma alla fine se ne sono andate anche loro. Chi sarà stato? Ma certo! Sono stati gli elfi a portarle via sul trenino di Natale. L’acqua di piazzale Vittorio Veneto non zampilla più, però, in compenso, molta acqua ha cominciato a zampillare dai tombini, così adesso anche in centro città abbiamo delle piscine all’aperto gratuite. Frosinone è la città della cultura! Abbiamo due teatri nuovi, ma in realtà ne abbiamo anche un altro, antico che è rimasto sotto un palazzo nuovo, quindi non è facile vederlo! Abbiamo le antiche terme romane! Che però sono “abbelate” vicino alla villa comunale, quindi non è facile vedere nemmeno loro. Insomma, la cultura c’è ma non è mica necessario vederla! Cari cittadini, mamma mia quanto pretendete, sempre a lamentarvi. Vi lamentate che a Frosinone è sempre tutto uguale, e invece qui accadono cose straordinarie, la normalità lasciamola agli altri.

Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

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