Il destino travagliato delle piste ciclabili a Frosinone

Il destino del bike-sharing a Frosinone nel corso di questi anni è stato davvero molto travagliato: fino a qualche tempo fa sembrava destinato a scomparire, adesso, invece, è tornato ma è di nuovo senza pista ciclabile come alla nascita. Lo scorso anno l’Amministrazione Ottaviani, dopo varie peripezie ed una spesa di circa 2800 euro ha deciso di riattivare il servizio, fermo dal novembre del 2015, attraverso dei lavori di manutenzione effettuati su tutte le 6 ciclostazioni presenti in città, oltre che sulle singole biciclette. Bisogna ricordare, infatti, che le biciclette erano state ritirate dalle postazioni, a seguito dei numerosi atti vandalici che avevano arrecato danni ingenti ai mezzi ed alle altre parti fisse dell’impianto. Adesso, anche se il servizio è di nuovo attivo non c’è, però, un percorso di piste ciclabili in grado di collegare tutte le ciclostazioni, dunque dopo il danno anche la beffa. Le poche piste ciclabili presenti in città, tra l’altro, sono caratterizzate da percorsi brevi, molto spesso interrotti da buche piene d’acqua, auto in sosta selvaggia, erbacce e muri; si tratta, in sostanza, non di percorsi veri e propri ma di spezzoni di pista ciclabile isolati e fini a se stessi che difficilmente incentivano l’uso del bike-sharing. L’unico modo, a mio avviso, per far funzionare seriamente il bike-sharing è dotare tutta la parte bassa della città di un percorso ciclabile continuo e omogeneo, con un percorso che colleghi le diverse ciclostazioni. La volontà dell’Amministrazione di far ripartire il servizio è, senza dubbio, un segnale positivo, tuttavia rischia di essere inutile se non si punterà a breve sulla creazione di una nuova rete di piste ciclabili. Durante la manifestazione “Sognando la ciclabile che ci sarà”, dello scorso ottobre, il sindaco ha preso l’impegno di realizzare una nuova pista ciclabile che dovrebbe collegare il quartiere Scalo con il nuovo parco “Matusa”, attraverso un investimento di circa 60mila euro. In una città inquinata come la nostra, dove si contano 74 auto ogni 100 abitanti e dove il 70% degli spostamenti avvengono in auto o in moto, la questione della mobilità alternativa non può essere ulteriormente rinviata. Dopo un bando sul trasporto pubblico alquanto deludente, su cui l’Amministrazione ha investito praticamente nulla in termini economici e progettuali, l’ultima speranza è rappresentata proprio dalla creazione di una nuova rete di piste ciclabili. Mi auguro che prima della fine della seconda consiliatura l’Amministrazione si impegni a realizzare piste ciclabili nelle strade più trafficate della città, come via Aldo Moro e, inoltre, a promuovere, specialmente nei weekend, delle isole pedonali.

Daniele Riggi, consigliere comunale

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