Rigenerazione urbana a Frosinone: l’ennesima opportunità buttata alle ortiche

La legge regionale sulla rigenerazione urbana e sul recupero edilizio ha deluso un po’ le aspettative, specialmente per quanto riguarda gli aspetti urbanistici, che sembrano passare in secondo piano rispetto all’ambito meramente edilizio, tuttavia se applicata con attenzione e con una visione strategica può essere un’ottima occasione per la nostra città. Al di là degli aspetti più o meno positivi della legge, la preoccupazione maggiore, però, dovrebbe riguardare l’atteggiamento che l’Amministrazione ha nei confronti dell’urbanistica nella nostra città. Sono oramai sette anni che l’urbanistica sembra essere diventata una prerogativa esclusiva del Sindaco, che non ha mai neanche lontanamente pensato di designare un assessore al ramo. Questione di spending review? Non credo proprio, dal momento che sono stati istituiti assessorati molto meno strategici e importanti del suddetto. Semmai è una questione di scelta politica, una scelta che conosciamo già molto bene: accentrare il potere decisionale sui settori che contano davvero. Questo accentramento, però, non sembra aver portato benefici effettivi; è il caso, per esempio, proprio del settore urbanistico. Dopo anni di stallo, il Sindaco posto davanti a una legge che da l’opportunità al comune di essere centrale nelle scelte di pianificazione e di programmazione urbanistica ha risposto con un avviso pubblico frettoloso di cui pochi si sono accorti, tra l’altro non vincolante. L’attenzione e la propaganda dell’Amministrazione si sono concentrate, piuttosto, sui 400 nuovi appartamenti in centro città, visti come grande opportunità per incassare nuovi oneri in bilancio e per riqualificare l’area attraverso le opere compensative. Siamo di fronte alla politica “dei piccoli piani attuativi”, che lascia costruire senza tener conto dello sviluppo urbanistico complessivo della città e che rischia di concentrarsi sull’edilizia invece che sull’urbanistica. Anche il parco Matusa, che poteva essere un’opportunità per la città, rischia di rimanere una cattedrale isolata e incompleta proprio perché è mancata una visione complessiva sull’intera area urbana. Ci aspettavamo di più dal Sindaco, forse perché ha deciso di “metterci la faccia” su un assessorato importante senza delegare. Alla fine la montagna ha partorito un topolino, avviando una nuova fase edificatoria, sicuramente più “sana” e controllata rispetto al passato, ma che comunque sta ritardando la possibilità di ridisegnare lo sviluppo urbanistico di una città che è al crocevia decisivo con il futuro. Anche nel caso della rignerazione urbana, dunque, l’Amministrazione rischia di “arrivare tardi all’appuntamento”, forse perché troppo preoccupata a valutare le opportunità meramente speculative e clientelari che la legge offre. All’opposizione il compito di pretendere per i cittadini una politica amministrativa più attenta alla programmazione e alla pianificazione in ambito urbanistico, solo così possiamo sperare di costruire una città realmente vivibile e sotenibile a livello economico, sociale e ambientale.

Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

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