Frosinone, una città dal futuro incerto, su cui aleggia lo spettro del dissesto finanziario

Lo spettro dei tagli di bilancio, che il nostro comune si troverà costretto ad applicare nei prossimi mesi, sta diventando sempre più minaccioso e ci impone una seria riflessione sul futuro della nostra città. Frosinone si avvicina alle porte del nuovo decennio con un bilancio ridotto ai minimi termini, che non consente più investimenti rilevanti in infrastrutture, beni e servizi né tanto meno consente di coprire con tranquillità le spese di ordinaria amministrazione. Una situazione drammatica se consideriamo che la città ha problemi di carattere straordinario: spopolamento, inquinamento alle stelle, degrado sociale dilagante, scarsa manutenzione, servizi dimezzati o a singhiozzo, viabilità caotica. Ad oggi è difficile vedere la luce in fondo al tunnel, anzi l’impressione è che da questa situazione di pre-dissesto non se ne uscirà facilmente. Se poi andiamo a vedere i principali indicatori di sviluppo, che indicano lo stato di salute di una città, ci accorgiamo che Frosinone li ha mancati quasi tutti ultimamente. Lo sviluppo urbanistico e demografico della città è sostanzialmente fermo al palo. L’Amministrazione ha dato il via all’ennesima fase edificatoria senza tener conto delle mutate esigenze abitative della città, si continua, infatti, a incentivare l’offerta edilizia in ambito privato in un’area in fase di spopolamento, dove semmai la domanda principale è rivolta all’edilizia popolare. Nonostante le numerose iniziative messe in campo, il processo di abbandono e spopolamento del centro storico non si arresta, anzi si sta favorendo ulteriormente lo spostamento del baricentro urbano verso la parte bassa della città. L’economia cittadina è in forte depressione, ogni giorno assistiamo a chiusure di serrande e di esercizi commericiali storici, ma non sembrano esserci al momento soluzioni a medio o lungo termine in grado di invertire la tendenza. Si è parlato della possibilità di ricavare nuovi posti di lavoro attraverso la conversione dell’area ex Permaflex da sito industriale a sito commerciale, ma l’offerta commerciale in città, dopo l’apertura dei grandi centri commerciali, sembra essersi saturata già da diverso tempo in realtà. Il problema ambientale si è aggravato a causa del crescente inquinamento atmosferico e della gestione approssimativa e frettolosa del sistema di raccolta dei rifuti. Il parco del fiume Cosa per ora resta un miraggio, speriamo che almeno il tanto reclamizzato nuovo sistema di piste ciclabili sia realizzato in tempi brevi. Il sistema dei trasporti e della viabilità arranca spaventosamente: il piano del traffico non viene aggiornato e il nuovo bando del trasporto pubblico ha accumulato un ritardo importante a causa di continue problematiche di carattere burocratico. Il sistema di trasporto pubblico che collega la parte bassa al centro storico della città è ancora troppo poco sviluppato e integrato. L’offerta culturale non riesce a fare un salto di qualità definitivo, eppure siamo una delle poche città italiane che ospita contemporaneamente un’accademia di belle arti e un conservatorio; forse manca ancora la capacità di mettere in rete le potenzialità espresse da queste due importanti realtà culturali. Il paradosso si verifica anche nell’ambito sportivo: siamo una città con una squadra di calcio in serie A ma con strutture sportive pubbliche da retrocessione, e dove l’offerta di attività sportive è garantita quasi esclusivamente dal mercato privato. Una città è attrattiva solo se è in grado di offrire dei servizi alla persona dignitosi e una buona qualità della vita. Frosinone, purtroppo, arranca su tutti i fronti, e non garantisce ai suoi residenti né servizi dignitosi né tantomeno una buona qualità della vita, perciò non è un caso che molti frusinati abbiano deciso, negli ultimi decenni, di spostarsi nei paesi limitrofi. E poi parliamoci chiaro, chi vorrebbe vivere in una delle città più inquinate d’Italia? Bisogna ammettere che la classe politica cittadina non è stata in grado di condurre Frosinone all’appuntamento con il futuro, in altre parole, non è riuscita, negli utlimi decenni, a governare lo sviluppo della nostra città, che oggi più che mai ha le sembianze di un’ameba informe e morente. A noi giovani amministratori il compito, arduo, di dare vita a una nuova classe politica, che sia in grado di promuovere uno sviluppo coerente e sostenibile. Impresa tutt’altro che facile in una città dove l’improvvisazione viene preferita a una sana programmazione, dove l’interesse privato prevarica molto spesso quello pubblico e collettivo, dove si preferisce rimandare al domani le opportunità offerte dal quotidiano. Se non agiamo al più presto rischiamo di condannare Frosinone un declino inarrestabile e, forse, irreversibile.

Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

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