I “piccoli partiti” possono crescere, i cartelli elettorali no.

Queste elezioni europee ci dicono ancora una volta che i “cartelli elettorali”, costituiti in fretta e furia in prossimità delle elezioni non funzionano. Devo precisare, innanzitutto, che io sono personalmente contrario alla retorica del “voto utile”, perché in democrazia tutti i voti sono utili, sopratutto quelli delle minoranze che devono avere pari dignità di rappresentanza. Il voto utile è chiaramente uno strumento dei grandi partiti per fagocitare i più piccoli, su questo non ci sono dubbi. Diverso è il concetto del cartello elettorale ad hoc, che non è il piccolo partito che fa politica tutti i giorni dell’anno, ma un’accozzaglia eterogenea che punta solo a organizzarsi e a fare politica in prossimità di un’elezione. L’elettore quando da un voto vuole credere in un progetto politico chiaro e coerente, che funziona il giorno prima ma che continua a fare politica anche il giorno dopo delle elezioni. I cartelli elettorali, invece, puntualmente si sciolgono il giorno dopo delle elezioni, come neve al sole, e tutti i piccoli “cespuglietti” che ne facevano parte tornano, da soli, nella irrilevanza politica. Ma che messaggio di credibilità può dare un’organizzazione che chiede il voto e puntualmente se non ottiene l’obiettivo si scioglie il giorno seguente? Che probabilmente neanche i suoi membri credono così tanto nella bontà del progetto. La Sinistra se vuole ripartire deve mettere da parte i personalismi e i piccoli orticelli, per cercare di dar vita a un unico partito a sinistra del PD, non un cartello elettorale ma un partito che è cosa ben diversa. Da questo punto di vista sia di esempio “Fratelli d’Italia” che da piccolo partito, con impegno e costanza è riuscito a crescere di quasi il 50% a queste elezioni, dimostrando che anche se si è piccoli si può crescere senza dover dar vita ad accozzaglie strampalate. Io lo dico da adesso per chiarezza, o si fa lo sforzo di creare un unico partito della sinistra, con obiettivi e orizzonti chiari per il futuro, oppure io non sono più disposto a votare per cartelli elettorali che non fanno politica tutti i giorni ma solo qualche giorno prima delle elezioni. Un partito funziona se riesce a veicolare un messaggio politico, non se cerca di ottenere un seggio attraverso complesse alchimie politiche e accozzaglie con tanto di calcolo algebrico. Se non hai un messaggio chiaro e un progetto per il futuro poi con quel seggio che ci fai? Al massimo un confortevole soggiorno politico per carrieristi e professionisti della politica che cercano un posto al sole.

Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

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